Il benessere psicologico è un punto essenziale della qualità della vita di tutti gli ospiti di Villa Serena. Star bene con se stessi e con gli altri, pur con le difficoltà legate all’età avanzata, significa vivere una permanenza migliore nella nostra struttura.
Di questo si occupano le due psicologhe che qui prestano servizio: Giorgia Polidoro per la residenza sanitaria assistenziale e Marzia Cariolato per la residenza socio sanitaria psichiatrica. Perché due figure distinte? Perché le caratteristiche degli ospiti sono diverse e necessitano, quindi, di un approccio differenziato.
La figura della psicologa nella RSA
Da tre anni in Villa Serena, Giorgia Polidoro si occupa del sostegno psicologico a favore degli ospiti della residenza sanitaria assistenziale. “La necessità di un intervento, che si basa principalmente su colloqui, viene generalmente segnalata da chi lavora a stretto contatto con gli ospiti, ossia gli operatori socio sanitari, gli infermieri o i medici – spiega la psicologa –. Lo stato di malessere, purtroppo, può aumentare con l’avanzamento dell’età, anche perché è spesso associato all’avanzamento di una forma di demenza. Per valutare le abilità cognitive degli ospiti uso un test, chiamato Mini Mental, che è in grado di monitorare lo stato cognitivo di ciascuno di loro. Ma pratichiamo anche attività di stimolazione cognitiva di gruppo, attraverso il software Sofia, pensato proprio per le persone anziane. Sono attività che attivano la memoria, tramite un approccio giocoso, che piace molto ai nostri ospiti”.
Il sostegno psicologico si estende, però, anche ai familiari. “Soprattutto al momento dell’ingresso – sottolinea Giorgia Polidoro –, bisogna lavorare sull’accettazione dello stato in cui, da lì in poi, si troverà il loro caro. Sono molto presenti sensi di colpa, per via della sensazione di averlo abbandonato. Il supporto, quindi, è mirato a lenire queste emozioni negative, spiegando che l’ospite vivrà in un ambiente accogliente, stimolante e adatto alle sue condizioni. Tramite incontri d’équipe viene stilato il P.A.I. (Piano Assistenziale Individualizzato), almeno una volta l’anno per ospite, in cui ogni professionista espone se ci sono stati cambiamenti nello stato di salute nel proprio ambito e quale obiettivo ci si pone. Successivamente viene esposto ai familiari, tramite colloquio, che è un’occasione per condividere ed elaborare i vissuti legati ai cambiamenti del proprio caro“.
C’è, infine, l’aspetto formativo rivolto al personale. “Dirigo attività di formazione per gli operatori, con un approfondimento teorico per chi lavora nel nucleo Alzheimer. Questi incontri servono anche a condividere, tra colleghi, le difficoltà che possono sorgere lavorando con ospiti che hanno grossi problemi fisici e cognitivi. Parlando apertamente di queste difficoltà, riusciamo a trovare le strategie per superarle”.
La figura della psicologa nella residenza socio sanitaria psichiatrica
Marzia Cariolato lavora in Villa Serena dal 2019, da quando, cioè, è nata la residenza socio sanitaria psichiatrica che accoglie venti persone. “Sono in diretto contatto con gli ospiti – spiega –, in quanto gli interventi di sostegno, per via delle loro specifiche condizioni di salute mentale, devono essere estremamente individualizzati. I colloqui avvengono su richiesta degli ospiti stessi o degli operatori, quando quest’ultimi notato l’insorgere di problemi. Curo poi attività di gruppo, in collaborazione con l’educatrice, durante le quali viene valorizzata la dimensione verbale. È, infatti, importante favorire il confronto e le relazioni, per dare un senso agli eventi quotidiani”.
Anche Marzia Cariolato interviene in stretta sinergia con il resto del personale. “Ogni settimana conduco la riunione dell’équipe multiprofessionale, durante la quale riflettiamo sui vari aspetti dell’utenza e su come risolvere i problemi con le giuste strategie. Vi è poi un rapporto assiduo con le figure di riferimento degli ospiti, che possono essere i familiari o gli amministratori di sostegno. Con loro viene condiviso il progetto personalizzato dell’ospite, che indica gli obiettivi e gli interventi terapeutici finalizzati al suo benessere. Una volta all’anno, inoltre, organizziamo una riunione con tutti i familiari per comunicare l’andamento della struttura e i risultati dei questionari, che sottoponiamo a tutti loro, sul grado di soddisfazione dei servizi che offriamo”.
Ciascuno degli ospiti ha la necessità di essere accompagnato nella quotidianità per ciò che riguarda la cura del sé e la gestione del proprio tempo. L’obiettivo principale è contrastare l’isolamento a cui la malattia psichiatrica tende a condurre. Ecco perché vengono organizzate anche uscite sul territorio.
“Una di queste – racconta Marzia Cariolato – è stata legata al progetto regionale ‘Il Veneto legge’. Abbiamo portato gli ospiti ad Arzignano, per farli partecipare a un doposcuola degli alunni della primaria, assieme ai quali hanno letto dei brani. È stato emozionante vedere il dialogo non giudicante che si è instaurato tra i bambini e tutti loro. Un vero antidoto contro lo stigma e, appunto, contro l’isolamento che ne deriva”.